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Diodati Bibbia 1885

GIOBBE 19

Giobbe si lagna dei suoi amici, crede che Dio lo tratti da nemico, descrive i suoi mali, ed implora compassione. Unica sua speranza è la redenzione e la vita avvenire

E GIOBBE rispose, e disse:

Infino a quando addoglierete voi l'anima mia,

E mi triterete con parole?

Già dieci volte voi mi avete fatta onta;

Non vi vergognate voi di procedere così stranamente meco?

Ma pure, sia così certamente che io abbia fallito,

Il mio fallo dimorerà meco.

Se pur volete innalzarvi sopra a me,

E volete rimproverarmi il mio vituperio,

Sappiate ora che Iddio mi ha sovvertito,

E ch'egli mi ha intorniato della sua rete.

Ecco, io grido violenza, e non sono esaudito;

Io sclamo, e non mi si fa ragione.

Egli ha abbarrata la mia via sì che io non posso passare;

Ed ha poste le tenebre sopra i miei sentieri.

Egli mi ha spogliato della mia gloria,

E mi ha tolta la corona del mio capo.

Egli mi ha disfatto d'ogn'intorno, sì che io me ne vo via;

Ed ha fatta dileguar la mia speranza, come quella di un albero;

Ed ha accesa la sua ira contro a me,

E mi ha reputato per uno de' suoi nemici.

Le sue schiere son venute tutte insieme,

E si hanno spianata la via contro a me,

E si sono accampate intorno al mio tabernacolo.

Egli ha allontanati d'appresso a me i miei fratelli;

I miei conoscenti si son del tutto alienati da me1.

I miei prossimi se ne son rimasti,

Ed i miei conoscenti mi hanno dimenticato.

I miei famigliari, e le mie serventi, mi tengono per istraniero;

Io paio loro un forestiere.

Io chiamo il mio servitore, ed egli non risponde,

Quantunque io lo preghi di mia bocca.

Il mio fiato è divenuto stranio alla mia moglie,

Benchè io la supplichi per li figliuoli del mio ventre.

Fino a' piccoli fanciulli mi disdegnano;

Se io mi levo, sparlano di me.

Tutti i miei consiglieri segreti mi abbominano;

E quelli che io amava si son rivolti contro a me2.

Le mie ossa sono attaccate alla mia pelle ed alla mia carne;

E non mi è rimasto altro di salvo che la pelle d'intorno a' miei denti.

Abbiate pietà di me, abbiate pietà di me, o voi amici miei;

Perciocchè la mano del Signore mi ha toccato3.

Perchè mi perseguitate voi come Iddio,

E non vi saziate della mia carne?

Oh! fosser pur ora scritti i miei ragionamenti!

Oh! fosser pure stampati in un libro!

Oh! fossero in sempiterno intagliati con uno scarpello di ferro

E con del piombo, sopra un sasso!

Ora, quant'è a me, io so che il mio Redentore4 vive,

E che nell'ultimo giorno5 egli si leverà sopra la polvere;

E quantunque, dopo la mia pelle, questo corpo sia roso,

Pur vedrò con la carne mia Iddio6;

Il quale io vedrò, gli occhi miei lo vedranno, e non un altro;

Le mie reni si consumano in me.

Anzi dovreste dire: Perchè lo perseguitiamo noi?

Poichè la radice della parola si ritrova in me.

Temiate della spada;

Perciocchè il supplicio dell'iniquità è la spada;

Acciocchè sappiate che vi è un giudicio7.

Source notes (7)
  1. Cross-reference * me Sal. 69.8; 88.8,18.
  2. Cross-reference * me Sal. 41.9; 55.13,14,20.
  3. Cross-reference * toccato Giob. 1.11. Sal. 38.2.
  4. Cross-reference * Redentore Gen. 48.16. Sal. 103.4. Is. 43.14; 44.6-24; 49.7.
  5. Cross-reference * giorno Apoc. 1.8,17,18; 2.8; 21.6.
  6. Cross-reference * Iddio Sal. 17.15. 1 Cor. 13.12. 1 Giov. 3.2.
  7. Cross-reference * giudicio Sal. 58.10,11. Eccl. 12.16.

Diodati Bibbia 1885. Public domain. Source: eBible.org. Typeset from the source files; no intended changes to scripture wording. BibleKenya is not endorsed by the rights holder.

Full source notice & licence · SourceEdition imported 2026-10-25.

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