Diodati Bibbia 1885
GIOBBE 14
L'uomo nato di donna
È di breve età, e pieno di travagli1.
Egli esce fuori come un fiore2, e poi è reciso;
E fugge come l'ombra, e non istà fermo3.
E pur tu apri gli occhi tuoi sopra un tale4,
E mi fai venire a giudicio teco5!
Chi può trarre una cosa monda da una immonda6?
Niuno.
Poichè i suoi giorni son determinati7,
E che il numero de' suoi mesi è appo te,
E che tu gli hai posti i suoi termini,
I quali egli non può trapassare,
Rivolgiti d'addosso a lui, sì ch'egli abbia alcuna posa,
Infino a tanto che di buona voglia egli fornisca la sua giornata, come un mercenario8.
Perciocchè quantunque un albero sia tagliato,
Pur vi è speranza per lui, ch'egli si rinnoverà ancora,
E che i suoi rampolli non mancheranno9.
Benchè la sua radice sia invecchiata nella terra,
E il suo tronco sia morto nella polvere;
Pur nondimeno, tosto ch'egli sentirà l'acqua, rigermoglierà,
E produrrà rami come una pianta novella.
Ma l'uomo muore, e si fiacca;
E quando l'uomo è trapassato, ov'è egli?
Le acque se ne vanno via dal mare,
E i fiumi si seccano, e si asciugano;
Così, quando l'uomo giace in terra, egli non risorge;
Finchè non vi sieno più cieli10, i morti non si risveglieranno,
E non si desteranno dal sonno loro.
Oh! nascondessimi tu pur sottera,
Ed occultassimi, finchè l'ira tua fosse racquetata;
E ponessimi alcun termine, dopo il quale tu ti ricordassi di me!
Se l'uomo muore, può egli tornare in vita?
Aspetterò io tutti i giorni del tempo determinato della mia vita,
Finchè mi venga mutamento di condizione?
E che tu mi chiami, e che io ti risponda,
E che tu desideri l'opera delle tue mani?
Perciocchè ora tu conti i miei passi11,
E non riserbi nulla a punir del mio peccato.
I miei misfatti son suggellati in un sacchetto12,
Tu l'hai cucito sopra le mie iniquità.
Ma certo, come un monte cadendo scoscende,
Ed una rupe è divelta dal suo luogo;
E le acque rodono le pietre,
E i lor diluvi inondano la polvere dalla terra;
Così tu fai perir la speranza dell'uomo.
Tu lo sopraffai in eterno, ed egli se ne va;
Tu gli fai mutar faccia, e lo mandi via.
Se poi i suoi figliuoli sono in onore, egli nol sa13;
Se altresì sono abbassati, egli non vi pon mente.
La sua carne si duole sol di lui,
E l'anima sua fa cordoglio sol di lui.
Source notes (13)
- Cross-reference * travagli Giob. 5.7. Eccl. 2.23.
- Cross-reference * fiore Sal. 90.5-7; 103.15. Giac. 1.10,11. 1 Piet. 1.24.
- Cross-reference * fermo Giob. 8.9 e rif. Sal. 109.23. Giac. 4.14.
- Cross-reference * tale Sal. 144.3.
- Cross-reference * teco Sal. 143.2.
- Cross-reference * immonda Giob. 15.14. Sal. 51.5. Giov. 3.6.
- Cross-reference * determinati Giob. 7.10 e rif.
- Cross-reference * mercenarito Giob. 7.1 e rif.
- Cross-reference * mancheranno Ver. 14.
- Cross-reference * cieli Sal. 102.26. Is. 51.6; 65.17; 66.22. Fat. 3.21. Rom. 8.20,21. 2 Piet. 3.7,10,11. Apoc. 20.11; 21.1.
- Cross-reference * passi Giob. 10.6,14; 13.27; 31.4; 34.21. Sal. 139.1-3. Prov. 5.21. Ger. 32.19.
- Cross-reference * sacchetto Deut. 32.34. Os. 13.12.
- Cross-reference * sa Eccl. 9.5.
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