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Diodati Bibbia 1885

GEREMIA 39

Nebucadnesar prende Gerusalemme e libera Geremia

(2 Re. 25.3-12. 2 Cron. 36.11-21. Ger. 52.4-16)

NELL'anno nono di Sedechia, re di Giuda, nel decimo mese, Nebucadnesar, re di Babilonia, venne con tutto il suo esercito, sopra Gerusalemme, e l'assediò. Nell'anno undecimo di Sedechia, nel quarto mese, nel nono giorno del mese, i Caldei penetrarono dentro alla città. E tutti i capitani del re di Babilonia vi entrarono, e si fermarono alla porta di mezzo1, cioè: Nergal-sareser, Samgar-nebu, Sarsechim, Rab-saris, Nergal-sareser, Rab-mag, e tutti gli altri capitani del re di Babilonia. E quando Sedechia, re di Giuda, e tutta la gente di guerra, li ebber veduti, se ne fuggirono, e uscirono di notte della città, traendo verso l'orto del re, per la porta d'infra le due mura; e il re uscì traendo verso il deserto.

Ma l'esercito de' Caldei li perseguitò, e raggiunse Sedechia nelle campagne di Gerico; e lo presero, e lo menarono a Nebucadnesar, re di Babilonia2, in Ribla3, nel paese di Hamat; e quivi egli gli pronunziò la sua sentenza. E il re di Babilonia fece scannare i figliuoli di Sedechia in Ribla, in sua presenza; fece eziandio scannare tutti i nobili di Giuda. Poi fece abbacinar gli occhi a Sedechia4, e lo fece legar di due catene di rame, per menarlo in Babilonia.

E i Caldei arsero col fuoco la casa del re, e le case del popolo5 e disfecero le mura di Gerusalemme. E Nebuzaradan, capitano delle guardie, menò in cattività in Babilonia il rimanente del popolo ch'era restato nella città; e quelli che si erano andati ad arrendere a lui, e tutto l'altro popolo ch'era restato. Ma Nebuzaradan, capitano delle guardie, lasciò nel paese di Giuda i più poveri d'infra il popolo, i quali non avevano nulla; e diede loro in quel giorno vigne e campi.

Or Nebucadnesar, re di Babilonia, aveva data commessione a Nebuzaradan, capitano delle guardie, intorno a Geremia, dicendo: Prendilo, ed abbi cura di lui, e non fargli alcun male; anzi fa' inverso lui come egli ti dirà. Nebuzaradan adunque, capitano delle guardie, e Nebusazban, Rab-saris, Nergal-sareser, Rab-mag, e tutti gli altri capitani del re di Babilonia, mandarono a far trarre Geremia fuor delle corte della prigione6, e lo diedero a Ghedalia7, figliuolo di Ahicam, figliuolo di Safan, per condurlo fuori in casa sua. Ma egli dimorò per mezzo il popolo8.

Or la parola del Signore era stata indirizzata a Geremia, mentre egli era rinchiuso nella corte della prigione, dicendo:

Va' e parla ad Ebed-malec Etiopo9, dicendo: Così ha detto il Signor degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Ecco, io fo venire le mie parole contro a questa città, in male, e non in bene; e in quel giorno esse avverranno nella tua presenza. Ma in quel giorno io ti libererò, dice il Signore; e tu non sarai dato in man degli uomini, de' quali tu temi. Perciocchè io ti scamperò di certo, e tu non caderai per la spada; e l'anima tua ti sarà per ispoglia; conciossiachè tu ti sii confidato in me, dice il Signore.

Source notes (9)
  1. Cross-reference * mezzo Ger. 1.15 e rif.
  2. Cross-reference * Babilonia Ger. 32.4; 38.18,23.
  3. Cross-reference * Ribla 2 Re. 23.33.
  4. Cross-reference * Sedechia Ezec. 12.13.
  5. Cross-reference * popolo Ger. 21.10 e rif.
  6. Cross-reference * prigione Ger. 38.28.
  7. Cross-reference * Ghedalia 2 Re. 25.22 ecc.
  8. Cross-reference * popolo Ger. 37.12.
  9. Cross-reference * Etiopo Ger. 38.7 ecc.

Diodati Bibbia 1885. Public domain. Source: eBible.org. Typeset from the source files; no intended changes to scripture wording. BibleKenya is not endorsed by the rights holder.

Full source notice & licence · SourceEdition imported 2026-10-25.

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