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Diodati Bibbia 1885

GENESI 32

Angoscia di Giacobbe; sua lotta son l'Angelo

E GIACOBBE andò al suo cammino; ed egli scontrò degli Angeli di Dio1. E come Giacobbe li vide, disse: Quest'è un campo di Dio: perciò pose nome a quel luogo Mahanaim2.

E Giacobbe mandò davanti a sè dei messi ad Esaù, suo fratello, nel paese di Seir, territorio di Edom3. E diede loro quest'ordine: Dite così ad Esaù, mio signore: Così ha detto il tuo servitore Giacobbe4: Io sono stato forestiere appo Labano, e vi son dimorato infino ad ora. Ed ho buoi, ed asini, e pecore, e servi, e serve; e mando significandolo al mio signore, per ritrovar grazia appo te5.

E i messi se ne ritornarono a Giacobbe, e gli dissero: Noi siamo andati ad Esaù, tuo fratello; ed egli altresì ti viene incontro, menando seco quattrocent'uomini. E Giacobbe temette grandemente, e fu angosciato6; e spartì la gente ch'era seco, e le gregge, e gli armenti, e i cammelli in due schiere. E disse: Se Esaù viene ad una delle schiere, e la percuote, l'altra scamperà.

Poi Giacobbe disse7: O Dio di Abrahamo, mio padre, e Dio parimente d'Isacco, mio padre; o Signore, che mi dicesti: Ritorna al tuo paese, ed al tuo luogo natio, ed io ti farò del bene8, io son piccolo appo tutte le benignità, e tutta la lealtà che tu hai usata inverso il tuo servitore; perciocchè io passai questo Giordano col mio bastone solo, ed ora son divenuto due schiere. Liberami, ti prego, dalle mani del mio fratello, dalle mani di Esaù; perciocchè io temo di lui, che talora egli non venga, e mi percuota, madre e figliuoli insieme. E pur tu hai detto: Per certo io ti farò del bene, e farò che la tua progenie sarà come la rena del mare, la qual non si può annoverare per la sua moltitudine9.

Ed egli dimorò quivi quella notte; e prese di ciò che gli venne in mano per farne un presente ad Esaù, suo fratello; cioè dugento capre, e venti becchi; dugento pecore, e venti montoni; trenta cammelle allattanti, insieme co' lor figli; quaranta vacche, e dieci giovenchi; venti asine, e dieci puledri d'asini. E diede ciascuna greggia da parte in mano ai suoi servitori; e disse loro: Passate davanti a me, e fate che vi sia alquanto spazio fra una greggia e l'altra. E diede quest'ordine al primo: Quando Esaù, mio fratello, ti scontrerà, e ti domanderà: Di cui sei tu? e dove vai? e di cui son questi animali che vanno davanti a te? di': Io son del tuo servitore Giacobbe; quest'è un presente mandato al mio signore Esaù; ed ecco, egli stesso viene dietro a noi. E diede lo stesso ordine al secondo, ed al terzo, ed a tutti que' servitori che andavano dietro a quelle gregge; dicendo: Parlate ad Esaù in questa maniera, quando voi lo troverete. E ditegli ancora: Ecco il tuo servitore Giacobbe dietro a noi. Perciocchè egli diceva: Io lo placherò col presente che va davanti a me10; e poi potrò veder la sua faccia; forse mi farà egli buona accoglienza. Quel presente adunque passò davanti a lui; ed egli dimorò quella notte nel campo.

Ed egli si levò di notte, e prese le sue due mogli, e le sue due serve, e i suoi undici figliuoli; e passò il guado di Iabboc. E, dopo che li ebbe presi, ed ebbe loro fatto passare il torrente, fece passare tutto il rimanente delle cose sue.

E Giacobbe restò solo; ed un uomo lottò con lui fino all'apparir dell'alba11. Ed esso, veggendo che non lo potea vincere, gli toccò la giuntura della coscia; e la giuntura della coscia di Giacobbe fu smossa12, mentre quell'uomo lottava con lui. E quell'uomo gli disse: Lasciami andare; perciocchè già spunta l'alba. E Giacobbe gli disse: Io non ti lascerò andare, che tu non mi abbi benedetto. E quell'uomo gli disse: Quale è il tuo nome? Ed egli disse: Giacobbe. E quell'uomo gli disse: Tu non sarai più chiamato Giacobbe13, anzi Israele14; conciossiachè tu sii stato prode e valente con Dio e con gli uomini, ed abbi vinto. E Giacobbe lo domandò, e gli disse: Deh! dichiarami il tuo nome. Ed egli disse: Perchè domandi del mio nome15? E quivi lo benedisse. E Giacobbe pose nome a quel luogo Peniel16; perciocchè disse: Io ho veduto Iddio a faccia a faccia; e pur la vita mi è stata salvata17.

E il sole gli si levò come fu passato Peniel; ed egli zoppicava della coscia. Perciò i figliuoli d'Israele non mangiano fino ad oggi del muscolo della commessura dell'anca ch'è sopra la giuntura della coscia; perciocchè quell'uomo toccò la giuntura della coscia di Giacobbe, al muscolo della commessura dell'anca.

Source notes (17)
  1. Cross-reference * Dio Sal. 91.11. Ebr. 1.14.
  2. Footnote Mahanaim cioè: due campi .
  3. Cross-reference * Edom Gen. 36.6-8. Gios. 24.4.
  4. Cross-reference * Giacobbe Prov. 15.1.
  5. Cross-reference * te Gen. 33.8-10.
  6. Cross-reference * angosciato Gen. 35.3.
  7. Cross-reference * disse Sal. 50.15.
  8. Cross-reference * bene Gen. 31.3,13.
  9. Cross-reference * dine Gen. 28.13-15.
  10. Cross-reference * me Prov. 21.14.
  11. Cross-reference * alba Os. 12.4. Efes. 6.12.
  12. Cross-reference * smossa 2 Cor. 12.7.
  13. Footnote Giacobbe cioè: soppiantatore .
  14. Footnote Israele cioè: colui che lotta con Dio .
  15. Cross-reference * nome Giud. 13.18.
  16. Footnote Peniel cioè: faccia di Dio .
  17. Cross-reference * salvata Esod. 24.11; 33.20. Deut. 5.24. Giud. 13.22. Is. 6.5.

Diodati Bibbia 1885. Public domain. Source: eBible.org. Typeset from the source files; no intended changes to scripture wording. BibleKenya is not endorsed by the rights holder.

Full source notice & licence · SourceEdition imported 2026-10-25.

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